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| 02 giu 2024 | 21:02

Tagliano i galleggianti per affondarle, sul Garda il fenomeno delle 'pirati' a caccia delle reti dei bracconieri

Agiscono in modo anonimo segnalando poi le coordinate della rete affondata per andare a recuperarla. Le cosiddette "reti fantasma" rappresentando una vero e proprio pericolo non solo per i pesci ma anche per i sub 

Tagliano i galleggianti per affondarle, sul Garda il fenomeno delle 'pirati' a caccia delle reti dei bracconieri

DESENZANO. Contro le reti dei bracconieri sul Garda c'è anche chi decide di farsi giustizia da solo. E' quello che sta accadendo e che riguarda ancora una volta il fenomeno delle reti fantasma, delle vere e proprie trappole mortali per i pesci ma pericolosissime anche per i sub. 

 

I cosiddetti “pirati” di reti sarebbero solo alcuni pescatori che si mantengono in  anonimato e che agiscono, stanchi dei pochi controlli, tagliando i galleggianti delle reti lasciandole così affondare. 

 

Un'azione non solo vietata ma anche dannosa per l'ambiente come già denunciato dal Wwf Bergamo-Brescia che da sempre è in prima linea per contrastare il fenomeno delle reti fantasma e per gli interventi di recupero come quello avvenuto nei giorni scorsi.    

Quello delle cosiddette reti fantasma è un problema molto grave sul Garda. Giacciono abbandonate sui fondali o, in alcuni casi, rimangono in sospensione rischiando di diventare vere e proprie trappole per i pesci e un pericolo anche per i sub. Un circolo vizioso di morte oltre che di inquinamento. Basta pensare che ogni anno a livello globale si stima che tra 500mila e 1 milione di tonnellate di attrezzi da pesca finiscano in mare e nei laghi. Si tratta di una tipologia di rifiuto con un impatto fortemente deleterio sugli ecosistemi.

 

L'ultima segnalazione è arrivata in modo anonimo attraverso una mail con l'indicazione del luogo e le coordinate Gps dove era stata “colpita” una rete andata poi a fondo. 

 

Purtroppo, però, situazioni del genere iniziano a generare pericolo fin da subito intrappolando molto pesce.  L'ultimo intervento ha riguardato una rete lunga circa 50 metri che, fortunatamente, è stata recuperata in pochissimo tempo.

 

L'appello che viene fatto a chi trova reti abusive  è di segnalarle  alla Polizia Provinciale la quale avrà il compito di intervenire per il controllo e attivarsi l'eventuale recupero. 

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